SCHEDE TECNICHE

SPECIE FUNGINE

Aleuria aurantia (Pers.) Fuckel
Arcyria cinerea (Bull.) Pers., Syn. meth. fung. (Gottingen) 1: 184 (1801)
Chlorociboria aeruginosa (Oeder) Seaver ex C.S. Ramamurthi, Korf & L.R. Batra, Mycologia 49(6): 859 (1958) [1957]
Conocybe fuscimarginata (Murrill) Singer, Beih. Nova Hedwigia 29: 210 (1969)
Floccularia luteovirens (Alb. & Schwein.) Pouzar, Ceska Mykol. 11: 50 (1957)
Lactarius volemus (Fr.) Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 344 (1838) [1836-1838]
Lasiosphaeria lanuginosa (P. Crouan & H. Crouan) A.N. Mill. & Huhndorf, Mycol. Res. 108(1): 31 (2004)
Phallus impudicus L., Sp. pl. 2: 1178 (1753)
Phellinus igniarius (L.) Quel., Enchir. fung. (Paris): 177 (1886)
Phloeomana hiemalis (Osbeck) Redhead, Index Fungorum 289: 1 (2016)
Phloeomana minutula (Sacc.) Redhead, Index Fungorum 290: 1 (2016)
Scleroderma bovista Fr., Syst. mycol. (Lundae) 3(1): 48 (1829)
Arrhenia spathulata (Fr.) Redhead, Can. J. Bot. 62(5): 876 (1984)
Botryobasidium aureum Parmasto, Eesti NSV Tead. Akad. Toim., Biol. seer 14(2): 220 (1965)
Cheilymenia stercorea (Pers. : Fr.) Boud.  f. stercorea
Ciboria  batschiana (Zopf) N. F. Buchw  
Coprinellus angulatus (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo
Crucibulum laeve (Huds.) Kambly, Gast. Iowa: 167 (1936)
Cyathus stercoreus (Schwein.) De Toni, in Berlese, De Toni & Fischer, Syll. fung. (Abellini) 7: 40 (1888)
Flammulina ononidis Arnolds, Westfälische Pilzbriefe 11(3-4): 33 (1977)
Hymenoscyphus serotinus (Pers.) W. Phillips, Man. Brit. Discomyc. (London): 125 (1887)
Hypomyces chrysospermus Tul. & C. Tul., Annls Sci. Nat., Bot., sér. 4 13: 16 (1860)
Lacrymaria lacrymabunda (Bull.) Pat., Hyménomyc. Eur. (Paris): 123 (1887)
Lycogala terrestre Fr., in Fries & Nordholm, Symb. gasteromyc. (Lund) 1: 10 (1817)
Lycoperdon utriforme Bull., Hist. Champ. Fr. (Paris): 153 (1791)
Psilocybe subcoprophila (Britz.) Sacc.
Rhizopus stolonifer (Ehrenb.) Vuill., Revue mycol., Toulouse 24: 54 (1902)
Sarcoscypha coccinea (Gray) Boud., Bull. Soc. mycol. Fr. 1: 103 (1885)
Schizophyllum commune Fr. [as Schizophyllus communis], Observ. mycol. (Havniae) 1: 103 (1815)
Stemonitis fusca Roth 1787
Stictis radiata (L.) Pers., Observ. mycol. (Lipsiae) 2: 73 (1800) [1799]
Trichoderma viride Pers., Neues Mag. Bot. 1: 92 (1794)
Tubaria furfuracea (Pers.) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 537 (1876) [1878]
Verpa bohemica (Krombh.) J. Schröt.,


NOME VIGENTE:

Crucibulum laeve (Huds.) Kambly, Gast. Iowa: 167 (1936)

SINONIMI:

Crucibulum laeve (Huds.) Kambly, Gast. Iowa: 167 (1936) f. laeve
Crucibulum laeve var. cyathiforme Cejp, Fl. CSR, B-1, Gasteromycetes: 644, 822 (1958)
Crucibulum laeve var. exiguum (Velen.) Cejp, Fl. CSR, B-1, Gasteromycetes: 644 (1958)
Crucibulum laeve var. minus (Velen.) Cejp, Fl. CSR, B-1, Gasteromycetes: 644 (1958)
Crucibulum laeve var. patelliforme (Velen.) Cejp, Fl. CSR, B-1, Gasteromycetes: 645 (1958)
Crucibulum vulgare Tul. & C. Tul., Annls Sci. Nat., Bot., sér. 3 1: 90 (1844)
Crucibulum vulgare var. exiguum Velen., Novitates Mycologicae Novissimae: 94 (1947)
Crucibulum vulgare var. lanosum Cooke, Grevillea 8(no. 46): 58 (1879)
Crucibulum vulgare var. minus Velen., 4-5 (1922)
Crucibulum vulgare var. patelliforme Velen., 4-5 (1922)
Crucibulum vulgare Tul. & C. Tul., Annls Sci. Nat., Bot., sér. 3 1: 90 (1844) var. vulgare
Cyathella laevis (Huds.) Brot., Fl. lusit. 2: 474 (1804)
Cyathodes scutellare (Roth) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 2: 851 (1891)
Cyathus crucibuliformis Hoffm., Veg. Crypt. 2: 29 (1790)
Cyathus crucibulum Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 1: 238 (1801)
Cyathus scutellaris Roth, Catal. Bot. 1: 217 (1797)
Nidularia crucibulum Fr., Syst. mycol. (Lundae) 2(2): 299 (1823)
Nidularia laevis (Huds.) Huds., Fl. cantab., Suppl.: 529 (1802)
Peziza laevis Huds., Fl. Angl., Edn 2 2: 634 (1778)

*Tratto da: Index Fungorum


Ordine:

Agaricales

Famiglia:

Nidulariaceae

Genere:

Crucibulum

Specie:

 C. laeve  (Nomenclatura binomiale: Crucibulum laeve)

Descrizione morfobotanica

Descrizione:

Carpofori: a crescita per lo più gregaria, aderenti al substrato legnoso che li ospita; aventi una struttura miceliare di colore giallo-arancio. La loro forma è inizialmente globosa, per divenire poi conica (tipo barile), con tendenza ad allargarsi in alto. Il peridio è costituito da un esoperidio (la porzione esterna) e da un endoperidio (la parte interna). La porzione superiore del carpoforo, è chiamata epifragma, essa è come un coperchio, e possiede la capacità di lacerarsi al momento della deiscenza. L’epifragma ha tonalità cromatiche diverse rispetto al resto del carpoforo; generalmente ha un colore giallo-arancio e si presenta ruvido. Il primo strato dell’epifragma, quello esterno, ha una funzione protettiva, possiede un certo spessore, è idrorepellente, ed è costituito da ife ramificate e spinose, a forma di “corna di cervo”. Lo strato più profondo è di colore bianco, membranaceo, e manifesta contiguità con l’endoperidio. Compito dell’epifragma è quello di proteggere la parte interna, fino a che non avviene il processo di maturazione. Superata questa prima fase, il primo strato si lacera per lasciare posto alla superficie del secondo strato (l’esoperidio); quest’ultimo ha una consistenza coriacea, ed il suo compito è quello di avvolgere e proteggere il primordio, fino a quando non si sviluppa l’endoperidio. L’esoperidio possiede delle pareti laterali di colore bianco-giallastro sporco, che con il tempo assumono tonalità più scure, soprattutto verso la base, la quale ha un aspetto peloso-tomentoso, lanuginoso. I ciuffetti di peli, risultano ben visibili, soprattutto negli esemplari giovani. Con la deiscenza, l’epifragma si rompe e si dissocia. All’interno dell’endoperidio vi è la gleba ed i peridioli lenticolari di colore crema-biancastro. I peridioli sono ancorati alle pareti per mezzo di un funicolo, il quale somiglia ad un cordone ombelicale; essi  hanno forma lenticolare e sono protetti da una tunica di colore paglierino ocra pallido. Dopo la rottura della superficie del secondo strato, una volta raggiunte le condizioni di maturazione, i peridioli verranno espulsi e dispersi tramite le goccioline di pioggia; nel tempo essi subiranno la dissoluzione della tunica e della corteccia interna, consentendo in tal modo la liberazione delle spore.

Microscopia

Spore:

racchiuse all’interno dei peridioli, lisce, ialine, con reazione amiloide al Melzer (J -), di forma ellittica-ovoidale, provviste di un piccolo apicolo, aventi misura 7-10 x 3,5-5 µm

Basidi:

di forma clavata, con 2-4 sterigmi, aventi misura 25-30 x 4,5-5,5 µm

Cistidi:

assenti

Pileipellis:

Ife dell'epifragma: a forma di  “corna di cervo”, aventi un diametro di 4-7 µm e spessore di 2-3 µm

Giunti a fibbia:

assenti

Habitat:

Rinvenibile  sia in estate che in autunno su legno marcescente di conifere, latifoglie e detriti vegetali.



Luogo di raccolta:

Specie rinvenuta il 17.09.2012 in località Roccapassa di Amatrice (RI) a 1050 m. s.l.m. su resti marcescenti di latifoglia (Castanea sativa)



Strumentazione Usata:

Foto macro effettuate con macchina fotografica Nikon (mod. D 5000); obiettivo Nikon AF-S Micro Nikkor 105 mm. Osservazione peridioli eseguita con uno Stereomicroscopio della Zeiss, collegato ad un Sistema di Acquisizione per le Immagini. Acquisizione immagini sporali, ottenuta sia in luce trasmessa che in contrasto di fase, tramite il Sistema di Acquisizione per le Immagini della Leica e della Zeiss.



Techiche analitiche usate:

Osservazione microscopica attuata su materiale fresco, utilizzando H20; Rosso Congo ammoniacale al 6% per porre in risalto le varie strutture; il reattivo di Melzer anionico, per evidenziare la reazione amiloide sulle spore.



Bibliografia:

J. Breitenbach &  F. Kränzlin 1986 - “Champignons de Suisse” - tome 2 Mykologia Luzern  pag. 378 tav. 493
Bruno Cetto 1992 “I funghi dal vero vol. 2” - Arti Grafiche Saturnia- Trento  pag. 635  tav. 793
Giovanni Consiglio-Carlo Papetti  2001 “Atlante Fotografico dei Funghi d’Italia vol. 2” AMB- Centro Studi Micologici  pag. 957
Mario Sarasini 2005 “Gasteromiceti epigei” AMB - Centro Studi Micologici  pag. 236-239
Index Fungorum: http://www.indexfungorum.names/names.asp





* La nomenclatura vigente, segue le abbreviazioni dei nomi degli autori dei Taxa Fungini Secondo CABI (Bioscience 2003) Nomi correnti delle specie tratti da "Storia della micologia italiana e primo contributo alla nomenclatura corretta dei funghi" - ISPRA - A.M.B. C.s.m. (Centro Studi Micologici) - manuali e linee guida 104/2013


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