Sindrome Psilocibinica o Allucinogena

ASPETTI GENERALI:


Tempi di latenza
Aspetti legati alla commestibilità
Tossicità estrinseca
La pagina dei Funghi a cura del Dr. Carmine Siniscalco
Funghi Comuni: Caratteristiche, Sosia e Aspetti Tossicologici

SINDROMI A LUNGA INCUBAZIONE:


Sindrome Falloidea
Sindrome Orellanica
Sindrome Gyromitrica

SINDROMI A BREVE INCUBAZIONE:


Sindrome Muscarinica o Neurotossica colinergica
Sindrome Panterinica o Neurotossica anticolinergica
Sindrome Psilocibinica o Allucinogena
Sindrome Gastroenterica o Resinoide
Sindrome Coprinica
Sindrome Emolitica

SINDROMI A LATENZA INTERMEDIA:


Sindrome Paxillica o Citotossica allergica
Sindrome Nefrotossica o Norleucinica

SINDROMI EMERGENTI:


Sindrome Nefrotossica o Norleucinica
Sindrome Rabdomiolitica
Sindrome Acromelalgica o Eritromelalgica
Sindrome morgana (Morganismo) da Clorophyllum molybdites
Sindrome di Szechwan
Sindrome Encefalopatica da Pleurocybella porrigens
Sindrome Psilocibinica o allucinogena

Viene definita anche psicodislettica. E’ una sindrome a breve latenza, inferiore alle 6 ore. La tossina implicata, la psilocibina, è stata rinvenuta nei carpofori di Psilocybe mexicana R. Heim, fungo impiegato in pratiche divinatorie da alcune popolazioni indigene del Messico; la stessa psilocibina ed altri derivati indolici con attività allucinogena, sono stati ritrovati in numerosissime altre specie di Psilocybe, come: Psilocybe baeocystis Singer & A. H. Sm; Psilocybe inquilina (Fr.) Bres.; Psilocybe merdaria (Fr.) Ricken; Psilocybe coprophila (Bull.) P. Kumm.; Psilocybe crobula (Fr.) Singer; Psilocybe mexicana R. Heim; Psilocybe cubensis (Earle) Singer; Psilocybe aztecorum R. Heim; Psilocybe zapotecorum R. Heim; Psilocybe semilanceata (Fr.) P. Kumm., (tipica del nostro habitat). In altre specie ritroviamo un contenuto in  Psilocibina quali: Panaeolus subbalteatus (Berk. & Broome) Sacc; Panaeolus ater (J. E. Lange) Kühner & Romagn. ex Bon; Gymnopilus spectabilis (Weinm. in Fr. : Fr.) A. H. Sm.; Conocybe cyanopus (G. F. Atk.) Kühnerk; Stropharia coronilla (Bull. ex DC.) Quél.;  Inocybe aeruginascens Babos; Pluteus salicinus (Pers.) P. Kumm. [GUREVICH L. - 1993]; Cortinarius infractus (Pers. : Fr.) Fr.; Conocybe siligineoides R. Heim; Copelandia cyanescens (Berk. & Broome) Singer [BEUG M.W., et al. 1982] [GARTZ J. - 1989] [GUREVICH L. S. - 1993] [GUREVICH L. S. - 1993] [WURST M.,  et al 1984]. Altri funghi interessati, appartengono ai Generi : Mycena  come ad es. Mycena pura (Pers. : Fr.) P. Kumm; La Psilocybe cubensis, specie americana, è stata introdotta in Europa e coltivata. Il Cortinarius infractus può essere classificato come un fungo potenzialmente allucinogeno, poiché contiene degli alcaloidi indolici (infrattina, infrattopicrina) analoghi alle sostanze allucinogene trovate in qualche famiglia delle specie vegetali superiori, come ad esempio le mimosaceae  e le myristicaceae [GIACOMONI  L. - 1998 ] [HUBAC J. M. - 1989]. 

Tossine implicate:

I principi attivi, oltre che nei carpofori, sono contenuti anche nelle formazioni pseudo-scleroziali del micelio. Sono dei derivati triptaminici, resistenti al calore e all’essiccamento, rappresentati soprattutto dalla Psilocibina e dal suo derivato defosforilato inattivo chiamato psilocina. Dai carpofori di Psilocybe baeocystis e di Psilocybe semilanceata [Hofmann et al., 1963] sono state isolate inoltre la bufotenina, la baeocistina [REPKE et al., 1977] e la norbaeocistina, le quali sono  dei derivati monometilato e demetilato della psilocibina. [LEUNG A. Y. et al., 1968]. Queste ultime tre tossine, possiedono comunque una scarsissima attività. Le tossine aventi proprietà allucinogene, sono state isolate per la prima volta dalla Psilocybe mexicana e poi identificate [SMOLINKE S.- 1994]. Stessi studi sono stati effettuati sulla Psilocybe cubensis. In queste specie fungine, il contenuto in micotossine è  comunque alquanto variabile. 

Meccanismo d’azione:

La psilocibina e la psilocina sono molecole analoghe alla dopamina e alla serotonina [ASSISI et al., 2010] e pertanto ne mimano l’azione. A livello del Sistema Nervoso Centrale, la psilocibina entra in competizione con i recettori della serotonina, poiché possiede  una struttura simile a quest’ultima. La serotonina, è un’ammina biogena, agente come vasocostrittore sui capillari venulari e possiede un ruolo di neurotrasmettitore a livello del S.N.C., infatti partecipa al controllo neuro endocrino ipotalamo ipofisario, stimolando la produzione di prolattina. [AMB, 2006.]. La psilocibina e la psilocina stimolano il sistema serotoninergico, in quanto sono agoniste attive dei recettori della 5 idrossitriptamina e della bufotenina. Queste tossine hanno in comune con la serotonina un anello indolico, il che giustifica la loro azione serotoninergica e l’effetto simpaticomimetico che producono. La bufotenina (o 5-idrossi-N, N-dimetiltriptamina), isolata da alcuni rospi appartenenti al Genere Bufo è una triptamina, e possiede effetti allucinogeni. Essa può essere prodotta sinteticamente dalla serotonina attraverso una reazione di demetilazione (la formula di struttura della bufotenina si diversifica da quella della serotonina per la presenza di due gruppi metilici, legati ad un atomo di azoto). Toshio Hoshino fu il primo a sintetizzare la bufotenina dalla serotonina, nel 1936. [CHILTON WS. , ET AL. - 1979] [Bufotenina., Wikipedia]. La psilocibina  è una sostanza dissociativa della personalità, non dà tossicità acuta, ma produce effetti allucinogeni. Sia la Psilocina che la psilocibina hanno inoltre azione analoga all’LSD. Sono sufficienti 4-8 mg di psilocibina presente in 20 g di funghi freschi o in 2 g di esemplari secchi per generare allucinazioni [BENJAMIN., - 1995]. Sulla base della similarità chimica si ritiene inoltre che la psilocibina, come la dietilamide dell’acido lisergico LSD25, possa essere un antagonista della serotonina; [WIELAND T., - 1996]. La Psilocybe cyanescens contiene in media 12 mg/g di psilocibina.

Sintomatologia clinica:

Fin dai tempi degli aztechi era nota l’azione allucinogena di alcuni funghi, i quali venivano usati durante le cerimonie religiose per preparare le vittime sacrificali. La maggior parte dei funghi contenenti psilocibina vengono consumati come droga e venduti allo stato secco al mercato nero. I tossicomani non fanno che riprendere le antiche pratiche delle  società primitive, senza rendersene conto. Ciò che distingue però uno sciamano o la saggezza di alcuni popoli antichi, rispetto ai giovani di oggi, è che mentre i primi usavano queste sostanze nei rituali, per modificare il loro stato coscienziale, e  per entrare conseguentemente in contatto con le forze della natura,  della quale rispettavano la sacralità; i giovani di oggi ne fanno un uso scriteriato, seguendo il vizio ed i condizionamenti di massa. Così facendo però essi rimangono sotto una soglia critica, aderendo a livelli coscienziali molto bassi. L’effetto prodotto da alcune sostanze allucinogene naturali, è legato inoltre anche al livello coscienziale di chi le utilizza. [AMB., - 2006]. Se il contenuto in psilocibina oscilla intorno a 4-8 mg (1-3 g. di carpoforo essiccato), si raggiunge una condizione di euforia e di ebbrezza; la quale assume  poi i connotati di una manifestazione allucinatoria, con evidenti alterazioni psichiche se la concentrazione in psilocibina oscilla intorno a 8-20 mg. [AMB., -2006] La sintomatologia insorge entro un’ ora dall’ingestione ed è caratterizzata da disturbi della visione, distorsione della percezione dei colori e delle forme; possono essere presenti disforia (alterazione dell’umore in senso depressivo), disorientamento, agitazione ed aggressività. Trascorsi 30-90 minuti, dopo aver ingerito la droga, si ha un senso di rilassamento, allucinazioni sensoriali e cenestetiche (riguardanti alcune sensibilità corporee), fenomeni di depersonalizzazione, disturbi psichici con euforia, risate irrefrenabili per ore, associate a stati di grandi sofferenze, colpi di angoscia ed ansia, nausea, vomito, disturbi neuro-sensoriali, aumento della acuità visiva e auditiva. I colori diventano suoni, gli oggetti si spostano. Si viene ad avere perdita delle nozioni di tempo e spazio. Si verificano casi di sdoppiamento, doni di profezia favoriti dalle elaborazioni dell’inconscio. [AMB, 2006]. Nelle manifestazioni acute, legate a concentrazioni in psilocibina di 10 mg/Kg pc, subentrano effetti deleteri, come ipotermia, tachipnea, tachicardia ed ipertensione sanguigna, che perdurano diverse ore dopo l’assunzione delle tossine. Si tratta comunque di una dose piuttosto elevata che, anche in considerazione del basso contenuto di tossine nei carpofori, rendono le intossicazioni acute accidentali piuttosto rare [KOPPEL C. -1993] [WERGER P. P. -1983] I sintomi sono molto simili a quelli dovuti alla intossicazione da LSD, ed appaiono da 10 a 20 minuti dopo l’assorbimento. Si hanno inoltre: disturbi neurosensoriali; disturbi dell’equilibrio e della coordinazione motoria; aumento dell’acutezza visiva e auditiva, con dissociazione delle sensazioni, per cui i colori diventano suoni,  gli oggetti si sdoppiano; perdita della nozione del tempo e dello spazio (il tempo appare aumentato o diminuito; le distanze sono aumentate oppure diminuite). Questo stato allucinatorio ha ricevuto il nome di “stato schizofrenico”.  Queste micotossine agiscono a livello di S.N.C. generando disturbi psichici con: euforia, agilità, spigliatezza, pazze risate, falsa percezione della realtà. Si hanno malori diffusi con ventate d’angoscia, ansia, aggressività, allucinazioni tattili, acustiche, zooptiche, (in queste ultime il soggetto vede animali orripilanti e si getta dalla finestra per evitarli). Se la dose ingerita è eccessiva, è possibile il suicidio. Altri aspetti che vengono a riscontrarsi sono: turbamenti profondi della personalità, (sdoppiamenti, nei quali viene favorito il dono delle profezie). Si verificano inoltre turbe della memoria e dell’inconscio, con confusione per quanto concerne il passato ed il tempo presente; i contenuti dell’inconscio vengono liberati [AMB, 2006].  I sintomi durano da due a quattro ore e spariscono in 6 ore circa, eccetto lo stato di midriasi che persiste di solito per 48 ore. La risposta clinica dipende  dalla dose, dalla modalità  di raccolta e conservazione dei funghi, dal titolo in principio attivo, nonché dalle modalità di assunzione, dal temperamento e dalla personalità psicofisica del soggetto, che le assume. L’ingestione di 1 mg di psilocibina provoca una soggettiva modificazione dello stato psichico in 30 minuti. Gli effetti sono in genere sensazioni piacevoli di distensione intellettuale, fisica e di distacco dall’ambiente. Dosi di 6-20 mg determinano profonde modificazioni psichiche con distorsione dello spazio e del tempo, illusioni e allucinazioni. Generalmente la durata dell’effetto è di  2 ore. Inoltre possono manifestarsi midriasi, ipertensione, ipertermia e tremori. Gli effetti della psilocina e della psilocibina sono comparabili a quelli provocati dalla mescalina e dell’acido lisergico (LSD) o di altre amfetamine. [AMB, 2002].   Tali allucinogeni presentano analogie chimiche con importanti  neurotrasmettitori quali la dopamina e la serotonina; il loro meccanismo d’azione non è del tutto noto nonostante i molti studi sperimentali effettuati in questo campo. Dal punto di vista elettroencefalografico i loro effetti sono analoghi a stati di ipereccitazione del Sistema Nervoso Centrale. Si ipotizza  quindi che queste molecole interagiscano nel cervello con i recettori della serotonina. [KOSTEN L. et al., - 2001]

Terapia:

Il trattamento è sintomatico, usando delle sostanze che facilitino il vomito ed eseguendo contemporaneamente lavaggi di stomaco. Devono essere adottate tutte quelle procedure atte a far regredire le allucinazioni. Può essere eseguito, se necessario, il trattamento psichiatrico. [WURST M. et al., 1984]


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